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L’alimentazione materna influenza la crescita e lo sviluppo del feto.
La qualità dell’alimentazione materna durante la gravidanza è uno dei fattori che può influenzare in maniera significativa la salute non solo della gestante, ma anche del feto. E’ quindi opportuno prestare attenzione all’alimentazione della futura mamma a partire dal periodo pre-concezionale, quindi prima del concepimento, fino a tutto il periodo della gravidanza e successivamente fino al periodo dell’allattamento. Si tratta di tre fasi della vita della donna (periodo pre-concezionale, gravidanza e allattamento) in cui cambia non solo il fabbisogno energetico (quindi le energie totali di cui la donna ha bisogno), ma anche il fabbisogno dei macro e micronutrienti (carboidrati, proteine, grassi, vitamine e Sali minerali).
Nel corso della gestazione l’organismo materno deve andare incontro a una serie di adattamenti fisiologici (endocrino-metabolici, cardiologici, renali, ematici, immunitari) indispensabili per il buon esito della gravidanza. Un’alimentazione corretta è uno dei determinanti a essere coinvolti poiché è indispensabile a garantire il benessere materno e fetale. Una dieta corretta è lo strumento necessario per soddisfare le richieste energetiche materne e per fornire al feto i substrati necessari ala sua crescita.
L’aumento di peso della donna in gravidanza dipende dall’indicatore di massa corporea (BMI) pre-gravidico.
A seconda dello stato nutrizionale pre-concezionale l’aumento di peso (incremento ponderale) raccomandato per la donna in gravidanza è variabile:
Raccomandazioni IOM (Institute of Medicine) 2009
Evitare un eccessivo aumento di peso durante la gravidanza è fondamentale per prevenire il sovrappeso e l’obesità materna; la gravidanza è infatti un fattore di rischio per lo sviluppo di sovrappeso e l’incremento di peso durante la gestazione è il fattore più importante nel determinare il mancano ripristino del peso pregravidico.
Aumento di peso in gravidanza varia a seconda del trimestre.
L’incremento di peso deve comunque essere graduale durante la gestazione e in particolare è minimo nel primo trimestre (circa 1,5 kg) mentre aumenta nel secondo e terzo trimestre.
Da cosa è determinato l’incremento di peso materno:
Fabbisogno energetico in gravidanza varia a seconda del trimestre e della condizione della donna.
Una corretta alimentazione è condizione indispensabile per garantire un buon esito della gravidanza, essendo la dieta, lo strumento necessario per soddisfare le richieste energetiche materne e fornire al feto i nutrienti necessari per lo sviluppo. Il fabbisogno energetico nel primo trimestre, purché la donna abbia riserve energetiche sufficienti, non ha bisogno di essere aumentato mentre il supplemento energetico giornaliero consigliato nel secondo e terzo trimestre è di 365 kcal/die se la donna è sotto-peso, 300 kcal/die se la donna è normopeso e 200 kcal/die se è in sovrappeso.
Apporto di carboidrati
Devono rappresentare il 45-60% delle calorie totali preferendo carboidrati complessi e ricchi di fibre alimentare e limitando l’assunzione di zuccheri semplici. E’ consigliato il consumo di cereali integrali, legumi, frutta, verdura per aumentare l’apporto di fibra, vitamine e oligoelementi.
Apporto di grassi
I grassi dovrebbero rappresentare il 20-35% dell’energia totale. Va promosso il consumo di acidi grassi essenziali omega 3 (pesce e grassi vegetali) e omega 6. E’ consigliato il consumo di 1-2 porzioni alla settimana di pesce grasso come sgombro e salmone.
Apporto di proteine
Il fabbisogno proteico in gravidanza aumenta in maniera progressiva per far fronte non solo alla crescita e sviluppo del feto, ma anche dei tessuti materni e del volume plasmatico. Una buona parte di questo apporto dovrebbe derivare da proteine ad alto valore biologico come carne bianca, pesce, latte e yogurt e uova.
Ferro
Durante la gravidanza il fabbisogno di ferro aumento per cui è importante che a donna assuma alimenti ricchi in ferro (carne magra, pesce, pollame e cereali) e contemporaneamente assuma una fonte di vitamina C per aumentarne la biodisponibilità. Per questa ragione si suggerisce di aggiungere una spruzzata di limone, ricco di vitamina C, alla carne.
Calcio
Anche il fabbisogno di calcio aumenta in gravidanza per far fronte alla calcificazione del tessuto osseo fetale.
Acido folico
L’acido folico svolge un ruolo protettivo nei confronti dello sviluppo di difetti congeniti, in particolare danni a carico del tubo neurale. Si consiglia sempre la supplementazione con acido folico a partire dal periodo pre-gravidico.
Rischi legati a particolari alimenti: metilmercurio e diossine nel pesce
Nonostante le raccomandazioni nutrizionali suggeriscono il consumo di pesce grasso una o due volte alla settimana anche per le donne in gravidanza il pesce può favorire in modo significativo l’esposizione ad alcuni contaminanti quali metilmercurio e diossine. La concentrazione di questi contaminanti è maggiore nei pesci grassi come il salmone e le aringhe. Un’assunzione elevata di queste varietà di pesce espone al rischio di superare la dose settimanale tollerabile provvisoria di metilmercurio; tuttavia le gestanti che consumano fino a 2 porzioni a settimana di pesce alla settimana difficilmente superano questa dose.
Malattie infettive legate agli alimenti
Il rischio di contrarre malattie infettive legate agli alimenti è legato alla toxoplasmosi, listeriosi e brucellosi. Una buona igiene legata alla conservazione e preparazione degli alimenti risulta quindi fondamentale. In particolare:
- Buona igiene delle mani prima di mangiare e cucinare;
- Consumo di carne, pesce e uova solo ben cotti;
- Evitare latte e latticini da latte non pastorizzato;
- Accurato lavaggio di frutta e verdura.
P.I. 00615191202
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